Il cammino che vogliamo intraprendere deve partire più che mai da noi stessi, procedere seguendo la strada del respiro: dall’esterno all’interno, arrivando alla soglia di una di quelle stanze che vengono aperte raramente, di quella regione dell’anima che pur ribollendo costantemente nel buio, non si spegne mai, anzi; spesso cresce, diventa potente e estremamente gravosa da portare. Il problema è che è difficile darle spazio, e raramente lei da sola trova il modo di venire alla luce in piena consapevolezza.
La rabbia.
È una materia bollente e scivolosa, difficile definire i suoi confini e le sue sfumature.
C’è un momento nella nostra vita in cui l’abbiamo davvero incontrata?
È un sentimento?
Un’emozione? È energia che distrugge o può anche creare?
Molti artisti in ambiti diversi hanno provato a sfruttarla in modo costruttivo, plasmandola a mani nude, o lasciandosi possedere da lei; cercando di metterla nero su bianco, dandole comunque, ma sempre a prezzo di una parte di sé, una forma. Pensiamo alla musica di Curt Cobain, a Guernica di Picasso, al lavoro chirurgico sulle fonti della propria ispirazione avviato da Louise Bourgeois.
Il nostro scopo sarà quello di capire in che modo possiamo servirci della Rabbia per creare, da soli sì, faccia a faccia con lei, ma anche insieme, facendola confluire nella voce unica e potente di un coro.
Invito ognuno di voi a portare un bagaglio, non solo di esperienze, ma anche concreto.
Un colore o un oggetto personale.
Un abito (un indumento qualsiasi, ma pieno di te).
Una parola o una frase o un testo scritti da te, che descriva o possa evocare la Tua Rabbia.
info e iscrizioni: imargini@live.it
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