giovedì 13 gennaio 2011

Per un laboratorio aperto sulla Rabbia (studio su F U C K Y O U)



LA RABBIA , MATERIA BOLLENTE _ VENEZIA, 28-29-30 GENNAIO

Il cammino che vogliamo intraprendere deve partire più che mai da noi stessi, procedere seguendo la strada del respiro: dall’esterno all’interno, arrivando alla soglia di una di quelle stanze che vengono aperte raramente, di quella regione dell’anima che pur ribollendo costantemente nel buio, non si spegne mai, anzi; spesso cresce, diventa potente e estremamente gravosa da portare. Il problema è che è difficile darle spazio, e raramente lei da sola trova il modo di venire alla luce in piena consapevolezza.
La rabbia.
È una materia bollente e scivolosa, difficile definire i suoi confini e le sue sfumature.
C’è un momento nella nostra vita in cui l’abbiamo davvero incontrata?
È un sentimento?
Un’emozione? È energia che distrugge o può anche creare?
Molti artisti in ambiti diversi hanno provato a sfruttarla in modo costruttivo, plasmandola a mani nude, o lasciandosi possedere da lei; cercando di metterla nero su bianco, dandole comunque, ma sempre a prezzo di una parte di sé, una forma. Pensiamo alla musica di Curt Cobain, a Guernica di Picasso, al lavoro chirurgico sulle fonti della propria ispirazione avviato da Louise Bourgeois.
Il nostro scopo sarà quello di capire in che modo possiamo servirci della Rabbia per creare, da soli sì, faccia a faccia con lei, ma anche insieme, facendola confluire nella voce unica e potente di un coro.
Invito ognuno di voi a portare un bagaglio, non solo di esperienze, ma anche concreto.

Un colore o un oggetto personale.
Un abito (un indumento qualsiasi, ma pieno di te).
Una parola o una frase o un testo scritti da te, che descriva o possa evocare la Tua Rabbia.

venerdì 31 dicembre 2010

Muse: Bacon 1,2 _ Intervista con David Sylvester








"Perché dopo tutti i grandi artisti che ci sono stati, si cerca ancora di rifare le cose? Solo perché di generazione in generazione, attraverso ciò che hanno fatto i grandi artisti, gli istinti cambiano. E, cambiando gli istinti, si verifica in contemporanea un rinnovamento della sensazione, di come io possa rifare ancora una volta questa cosa più chiaramente, più esattamente, con maggiore violenza. Vede, credo che l'arte sia registrazione, credo sia dare un resoconto." 

(Francis Bacon, da Intervista 1 con David Sylvester)



venerdì 26 novembre 2010

Laboratorio teatrale sulla rabbia, materia bollente _ diretto da Massimo Di Michele_ VENEZIA 17,18,19 dicembre


Il cammino che vogliamo intraprendere deve partire più che mai da noi stessi, procedere seguendo la strada del respiro: dall’esterno all’interno, arrivando alla soglia di una di quelle stanze che vengono aperte raramente, di quella regione dell’anima che pur ribollendo costantemente nel buio, non si spegne mai, anzi; spesso cresce, diventa potente e estremamente gravosa da portare. Il problema è che è difficile darle spazio, e raramente lei da sola trova il modo di venire alla luce in piena consapevolezza.
La rabbia.
È una materia bollente e scivolosa, difficile definire i suoi confini e le sue sfumature.
C’è un momento nella nostra vita in cui l’abbiamo davvero incontrata?
È un sentimento?
Un’emozione? È energia che distrugge o può anche creare?
Molti artisti in ambiti diversi hanno provato a sfruttarla in modo costruttivo, plasmandola a mani nude, o lasciandosi possedere da lei; cercando di metterla nero su bianco, dandole comunque, ma sempre a prezzo di una parte di sé, una forma. Pensiamo alla musica di Curt Cobain, a Guernica di Picasso, al lavoro chirurgico sulle fonti della propria ispirazione avviato da Louise Bourgeois.
Il nostro scopo sarà quello di capire in che modo possiamo servirci della Rabbia per creare, da soli sì, faccia a faccia con lei, ma anche insieme, facendola confluire nella voce unica e potente di un coro.
Invito ognuno di voi a portare un bagaglio, non solo di esperienze, ma anche concreto.

Un colore o un oggetto personale.
Un abito (un indumento qualsiasi, ma pieno di te).
Una parola o una frase o un testo scritti da te, che descriva o possa evocare la Tua Rabbia.

info e iscrizioni: imargini@live.it

giovedì 25 novembre 2010

es-tratto 1




Domenica 30 marzo 1986

Autocontrollo significa:
Non mostrare la tua freccia, idiota.
Non minacciare, stupida.
Non spaventare i cavalli.
Non far rollare le barche.
Non fare le bizze.
Non mostrare la tua gelosia.
Non far vedere quanto ci tieni.



Lunedì 30 giugno 1986

I simboli non sono che flaconi vuoti. Funzionano solo per quello che ci metti - i simboli personali rinviano a un alfabeto personale, la nostra unicità è tutto quello che abbiamo. L'immagine è sacra e non si dovrebbe rubare.

(da LOUISE BOURGEOIS "Distruzione del padre. Ricostruzione del padre. Scritti e interviste.")